L'albero dei bradipi > Sursumcorda

Giampiero “Nero” Sanzari, chitarra classica, flauto a becco. Piero “Cirano” Bruni, violoncello. Francesco Saverio Gliozzi, contrabbasso. Alessandro Porro, percussioni. Emanuele Cedrone, batteria. Fabio Carimati. Lorenzo Mont, chitarra classica, salterio, voce.

Coreografie di Silvia Alfei.

Sursumcorda letteralmente vuol dire "in alto i cuori" e il cuore è sempre presente, fin nelle più impercettibili sfumature, sia nei brani che nello stile di vita del gruppo. Ma Sursumcorda è anche un motto che vuol dire "su con la vita", a sottolineare un messaggio di positività e di speranza.
La musica nasce da una combinazione d'istinto e raziocinio. Ogni musicista possiede un background musicale personalissimo che spazia dalla musica pop, new wave, alla classica, al jazz. L'idea è quella di riuscire a non chiudersi in un genere rigidamente identificabile ma, piuttosto, a passare con coerenza da un ambiente musicale ad un altro mantenendo come filo conduttore il testo e "l'italianità" della proposta.

Il cd d’esordio “L’albero dei Bradipi” è stato recentemente ristampato e distribuito negli Usa dalla Passion Records di Boston.

Lo spettacolo è impostato sull’equilibrio tra musica, coreografia e scenografia.
Durante il concerto, della durata di un’ora e mezza circa, le canzoni in lingua italiana si alternano a momenti strumentali accompagnati da coreografie di giochi d’ombra.

Sono diverse le band che negli ultimi anni hanno riscoperto quelle sonorità che attingono dalla tradizione ma che si ispirano fondamentalmente al mondo cinematografico. In alto i cuori! È con questa esortazione latina che i Sursumcorda tra Livorno e Milano costruiscono una musica suadente sia per le incantevoli atmosfere che evoca, sia per la poesia che si respira leggendone i testi. "L'albero dei bradipi" è il loro primo lavoro autoprodotto, e si avvertono distintamente tutte le colorazioni della musica mediterranea, basate prevalentemente sulla chitarra acustica, a cui si aggiungono poi svariati strumenti e la voce con impostazione teatrale di Giampiero Sanzari.

"Mi hanno perso" apre il disco in punta di piedi con scelte stilistiche che ricordano molto da vicino gli Avion Travel. Ritmi jazzati si avvertono in "Questa è la strada" e una dolce ballata che si ispira a De Andrè porta il nome dell'album. Più cupe le tonalità di "Il gorgo",brano interamente strumentale che introduce "Venerdì 17", dove alcuni richiami ai Quintorigo non possono non scorgersi all'inizio. Uno dei momenti più aulici della composizione è rappresentato sicuramente da "Perchè", dove chitarra, pianoforte e melodia formano un trittico praticamente perfetto, mentre con "La notte degli Oscar" le ritmiche diventano più ballabili con qualche eco in stile Paolo Conte.

Dodici tracce che dondolano e coccolano l'ascoltatore con la loro veste ricercata ma allo stesso tempo diretta e dall'ascolto piacevole. Se all'inizio si viene rapiti dalle atmosfere create dalla forte emotività degli arrangiamenti, la dimensione emozionale viene poi completata dalle liriche, grazie alle quali non si fa fatica a vivere realmente le immagini descritte in musica. A completare il tutto, un ottimo packaging e un booklet curato da Maria Vittoria Gozio.


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